Il segretario di stato della Santa Sede: “La forza di Sant’Agata nasce dalla sua relazione con Cristo”
ACI CASTELLO – Una sera di fede, memoria e profonda partecipazione ha riunito, domenica 16 agosto, le diocesi di Acireale e di Catania per le celebrazioni del IX Centenario della Traslazione delle Reliquie di Sant’Agata.

All’appuntamento hanno preso parte numerosi pellegrini che hanno raggiunto il cuore del borgo marinaro di Aci Castello. Ad accoglierli il parroco mons. Sebastiano Raciti e la comunità locale, per fare memoria di uno degli eventi più significativi della tradizione agatina: l’arrivo nel 1126 delle reliquie della santa siciliana proprio nell’approdo di Aci Castello.

Secondo la memoria tramandata nei secoli, Piazza Castello per prima avrebbe accolto le Reliquie sbarcate in Sicilia al loro ritorno da Costantinopoli. Qui, 900 anni dopo, nella suggestiva piazza si è svolta una solenne veglia di preghiera, presieduta dal Cardinale Pietro Parolin, legato pontificio, dopo che nel tardo pomeriggio le venerate Reliquie della Vergine e Martire sono giunte ad Aci Castello, accompagnate da un corteo di autovetture e accolte dalla commozione dei tanti fedeli presenti.
Un momento carico di significato, che ha dato ufficialmente il via alla veglia. Presenti alla commemorazione numerose autorità religiose, civili e militari.

Alla veglia hanno preso parte il presidente della CESi e vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti e l’Arcivescovo di Catania mons. Luigi Renna, che hanno rivolto un indirizzo di saluto al legato pontificio. Presenti anche mons. Giuseppe Baturi, figlio della Chiesa catanese, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ed il vescovo emerito mons. Salvatore Gristina.
Il vescovo Raspanti proprio nella Basilica Cattedrale di Catania, celebrando la Santa Messa nella stessa giornata, ha richiamato il valore della fede, della preghiera e della testimonianza dei martiri, indicando in Sant’Agata un esempio di fede capace ancora oggi di parlare all’uomo contemporaneo.
In un passaggio della sua omelia mons. Raspanti si sofferma sui cristiani perseguitati nel mondo: «Anche oggi i martiri vengono perseguitati e uccisi. Sant’Agata e tutti i martiri ci aiutino a rafforzare la nostra fede. Possa l’Europa vedere ancora una volta nella fede cristiana le proprie radici».

Guardando alla testimonianza di Sant’Agata, il cardinale Parolin ha invece sottolineato che la sua forza non nasce semplicemente dal carattere o dal coraggio umano: “La forza di Agata è nata da una radice profonda, quella della sua relazione con Cristo“.
La testimonianza della patrona di Catania, ha proseguito il cardinale Parolin, continua così a parlare agli uomini e alla Chiesa: “Celebriamo la vita di una donna che, con speranza, ha portato frutto”. Una testimonianza che mostra come “la fede non elimina le prove della vita, ma dona una presenza nuova per attraversarle“.
In conclusione, l’invito a custodire radici profonde, capaci di resistere alle mode e ai cambiamenti del mondo: “Mettiamo le nostre radici nel Signore, per portare frutti di vita e di vera felicita“.

Hanno preso parte al momento di preghiera anche gli alunni del Seminario Vescovile di Acireale, oltre che numerosi sacerdoti delle due diocesi.

La venerazione delle Sacre Reliquie è poi proseguita per tutta la sera in Piazza Castello. Successivamente, in processione, le reliquie hanno raggiunto la Chiesa Madre di Aci Castello.

Accanto ai momenti religiosi non è mancato uno spazio dedicato al collezionismo. Nel cortile dell’Oratorio parrocchiale, Poste Italiane ha celebrato il particolare anniversario con l’apposizione del Bollo Speciale dell’annullo filatelico commemorativo, dedicato ai novecento anni dal rientro delle Reliquie.

Con il IX Centenario, Aci Castello ha rinnovato una tradizione ancora profondamente radicata nella comunità. La presenza delle Reliquie ha trasformato la memoria storica in un’esperienza viva di preghiera e condivisione, lasciando nel cuore dei fedeli il ricordo di una sera destinata a restare tra le pagine più significative della storia religiosa della città.

