Mons. Arista, Celebrazioni nel Centenario della morte

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SERVO DI DIO MONS. G.B. ARISTA d.O., II Vescovo di Acireale
Palermo 2 – 4 -1863 /Acireale 27 – 9- 1920

Locandina

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La comunità della diocesi di Acireale si prepara a vivere il primo CENTENARIO della morte del Servo di Dio mons. Giovanni Battista Arista, II Vescovo di Acireale. Rispettando tutte le disposizioni in materia di pandemia da coronavirus Covid-19. Due sono gli appuntamenti che celebrano il venerabile vescovo:

  • Venerdì 25 settembre 2020 – ore 20,30 presso la Chiesa dell’Oratorio in AcirealeVeglia dei Giovani “I Giovani: mia gioia e mia corona” animata dal Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Acireale. Presiede Mons. Giovanni Mammino, Vicario Generale. Diretta streaming su pagine facebook della Diocesi di Acireale e dell’Oratorio.
  • Domenica 27 settembre 2020 – ore 8,30/12,30 – 16,30 /19,00 e dopo la celebrazione in cattedrale sarà possibile visitare, presso la chiesa dell’Oratorio, la Tomba del Venerabile e la Casa da Lui voluta e abitata; ore 16,00 all’Oratorio, raduno degli ex Alunni del S. Michele. ore 19,30 presso la Basilica Cattedrale di Acireale Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale.


SERVO DI DIO MONS. G.B. ARISTA d.O., II Vescovo di Acireale
Palermo 2 – 4 -1863 /Acireale 27 – 9- 1920

Mons. Arista

Nacque Giambattista a Palermo il 2 aprile 1863, festività del Giovedì Santo, da Domenico Arista e da Franceschina Vigo. Lo stesso giorno venne portato al Sacro Fonte per rinascere nella Grazia di Gesù Cristo. Aveva appena otto mesi quando dai genitori venne portato ad Acireale, che rimase la sua residenza e il suo campo di lavoro. Fu tra i primi alunni del San Michele ove frequentò il Ginnasio e il Liceo, mostrandosi esempio di rara pietà. A 19 anni, per rispondere all’invito del Signore, entrò nel Seminario Diocesano dove, nel raccoglimento orante e nel lavoro interiore, si preparò al sacerdozio, che, gli venne conferito il 29 marzo 1887 per mano di Mons. Genuardi. Attratto dall’ideale filippino il 25 giugno 1888 venne iscritto fra i Padri della Congregazione acese, per la cui ricostituzione ed efficienza validamente si cooperò con zelo e disinteresse.

Domenico, papà di mons. .Arista
Franceschina Vigo, mamma di mons. Arista

Direttore dell’Istituto San Michele nel 1889 e della Villa Filippina nel 1895, Preposito dell’Oratorio nel 1896 impresse a tali opere un ritmo più fervido di vita, alimentando il suo apostolato con una filiale pietà mariana, con una profonda umiltà e un grande spirito di sacrificio.Eletto nel 1904 Vescovo ausiliare di Mons. Genuardi, nel 1907 fu chiamato a succedergli nel governo della Diocesi.
“Omnia in caritate” aveva scritto, come motto, nel suo stemma e di tale programma sostanziò, giorno per giorno, tutta la sua vita, che fu, senza retorica la continuazione mistica della Messa.

Fu prodigo di sé nel donarsi, con carità inesausta agli altri; il suo posto preferito era là dove si penava e si soffriva: a Messina nel terremoto del 1908, a Linera in quello del 1914, tra i colerosi di Randazzo, di Pozzillo e di S. Tecla, a Solicchiata nella colata lavica del 1911, a Mangano nell’incontro ferroviario del 1912 e altrove – dovunque ci fosse una lagrima da tergere e un cuore appenato da consolare – fu visto passare come angelo confortante e soccorritore.

Mons. Arista

Ai giovani, aurora dell’avvenire, profuse tutte le tenerezze del suo gran cuore paterno, promuovendo e appoggiando, instancabilmente un vasto e fecondo movimento giovanile.
I suoi Sacerdoti, cui sempre fu largo di consigli e di aiuti, amò con particolare comprensione, esortandoli a stringersi, tra le ansie e le difficoltà del loro ministero, attorno all’Eucarestia.

Con speciale attenzione curò il Seminario – cuore della Diocesi – e, negli ultimi anni, vi pose la sua residenza. Dell’Eucarestia fu apostolo ardente; dinnanzi al Tabernacolo trascorreva buona parte del suo tempo e validamente incrementò e sostenne tutte le iniziative che miravano alla diffusione della devozione eucaristica; parlando dell’Eucarestia – cosa che faceva si spesso – si trasfigurava financo nel volto e il suo dire si rivelava di una singolarissima forza di commozione; gioì perciò immensamente quando ne vide il trionfo nel Congresso Diocesano del 1913.
Cresciuto sotto lo sguardo della Madonna della Purità dell’Oratorio, nutrì e coltivò, in sé e negli altri, una tenera devozione verso la Vergine SS., solito ad invocarla con slancio “Ave Maria e coraggio”.
Concluse, dopo una straziante malattia – in cui diede prova della tempra della sua virtù – l’offerta sacrificale della sua vita il mattino del 27 settembre 1920.
La sua memoria è in benedizione.

Corteo funebre
Salma mons. Arista

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