A 800 anni dalla morte di San Francesco inaugurata nella Cripta dei Cappuccini la mostra nata dall’iniziativa di don Mario Gullo e dei giovani dell’Oratorio

PIEDIMONTE ETNEO – A 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, Piedimonte Etneo riscopre la propria memoria francescana con la mostra “Pater Seraphicus”, inaugurata nell’antica Cripta dei Cappuccini. L’esposizione, nata da un’intuizione del parroco don Mario Gullo insieme ai giovani dell’Oratorio, raccoglie oggetti, argenterie e testimonianze appartenuti ai Frati Cappuccini e custoditi nel tempo da famiglie e cittadini. «L’iniziativa – dichiara don Gullo – desidera restituire alla comunità un importante patrimonio e il suo messaggio di pace, gioia e amore»..

Ad inaugurare la mostra è stato il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, che ha sottolineato il valore della memoria conservata dalla comunità. «È una bellissima mostra, soprattutto perché mette in evidenza l’affetto del popolo piedimontese per San Francesco e per questo convento cappuccino», ha detto Raspanti. «Molti pezzi potevano andare dispersi, ma molte famiglie li hanno custoditi e poi restituiti alla Chiesa. Oggi i nostri giovani hanno voluto rimetterli in ordine ed esporli nella bellissima cripta». Per il vescovo, l’iniziativa testimonia «la voglia di portare avanti e seguire questa figura brillante e piena di speranza che è Francesco d’Assisi».
Alla realizzazione del percorso ha collaborato anche il Museo Diocesano, guidato da don Antonio Agostini, offrendo il proprio contributo alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico custodito dalla comunità.

Significativo il contributo della studiosa d’arte Carmela Cappa, che ha accompagnato il progetto con la propria competenza. «In un luogo sacro dell’arte, come una cripta, si deve costruire e ricostruire – ha sottolineato Cappa –. È una comunità, soprattutto di giovani, che si ritrova attorno ai tesori tramandati dalla storia e dal passato e da quanti li hanno realizzati e tutelati». «È il messaggio più grande che possiamo lasciare al futuro e alle nuove generazioni», ha aggiunto.

Per il sindaco di Piedimonte Etneo, Ignazio Puglisi, la mostra consente di «mettere in scena i tantissimi reperti che sono stati conservati nel corso dei decenni e dei secoli scorsi» e che «ricordano il fortissimo legame della nostra comunità con questa straordinaria figura che è San Francesco, santo patrono d’Italia».
“Pater Seraphicus” diventa così un percorso nella memoria religiosa e culturale di Piedimonte Etneo, attraverso un patrimonio rimasto a lungo custodito e oggi nuovamente restituito alla comunità, proprio nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 28 ottobre nella Cripta dei Cappuccini.

