La liberazione dell’azione straordinaria del demonio passa per i sacramenti e avviene solo per mezzo di ministri incaricati e mai per le mani di improvvisati guaritori

Si è concluso il XXI Convegno regionale gli esorcisti di Sicilia, che si è svolto dal 25 al 27 febbraio scorsi all’Oasi Cusmaniana di Bagheria (PA). L’appuntamento di formazione promosso dalla Cesi ha riunito sacerdoti da tutte le diocesi dell’isola per riflettere su “Ciò che richiede il Codice di Diritto Canonico per potere proferire esorcismi sugli ossessi”.
Proprio a partire dal Canone 1172 del Codice di Diritto Canonico, al centro dello studio e della riflessione è stato posto un piccolo elenco di requisiti essenziali richiesti all’esorcista per agire con efficacia: dalla “pazienza” alla “prudenza” e alla “pietà” per arrivare all’”integrità di vita”. Diverse le relazioni di approfondimento di ognuna delle virtù considerate armi nella lotta contro il maligno.

Sotto la guida del responsabile del Servizio regionale di Pastorale esorcistica di Sicilia, fra Benigno Palilla, e di mons. Giuseppe La Placa, vescovo di Ragusa e delegato CESi per il settore, il convegno ha trattato i temi del dialogo con la medicina, la psichiatria e la scienza: “Il ministero dell’esorcista oggi è un lavoro di equipe – ha detto fra Benigno – ed è fondamentale distinguere tra patologie psichiche e fenomeni spirituali. Per farlo, nel percorso di liberazione ci si avvale sempre più di specialisti e ausiliari per garantire l’equilibrio psicologico e umano dei fedeli”.

Proprio la riflessione sulla figura degli ausiliari – dei volontari che svolgono servizio accanto all’esorcista – e con essi è una novità che conferma la Sicilia come una delle regioni più attive nella formazione permanente dei sacerdoti impegnati nel ministero della consolazione della liberazione. Innovativo anche il contributo di Don Marcello Lanza, esorcista della diocesi di Acerra, il quale ha ricordato come “la lotta contro il male coinvolge ciascun battezzato, pur nel rispetto dei ruoli ministeriali”.
Ma attenzione: l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ha raggiunto in giornata gli esorcisti di Sicilia riuniti a Bagheria, ha lanciato un appello: “Ci sono tanti falsi – ha detto di chi esercita il ministero senza mandato vescovile – che, in nome di presunte capacità personali, invece di sollevare, devastano ulteriormente uomini e donne già prigionieri del maligno”.
Un momento di forte impatto emotivo è stato quello dedicato alla testimonianza di due persone che hanno vissuto il percorso di liberazione, offrendo ai presenti uno sguardo concreto sulle sofferenze di chi si ha vissuto l’azione straordinaria del maligno.

