ACIREALE / Santa Venera, il messaggio di Raspanti: «I martiri sono una speranza disarmata»

Luglio 2026

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La memoria di Santa Venera diventa un invito a vivere una fede capace di trasformare le ferite del mondo in pace e fratellanza





ACIREALE – Sarà domenica 26 luglio il momento culminante dei solenni festeggiamenti in onore di Santa Venera, patrona della città e della Diocesi di Acireale. Migliaia di fedeli si ritroveranno nella Basilica Cattedrale e lungo le vie del centro storico per rendere omaggio alla Vergine e Martire, testimone della fede fino al dono della vita.

Alle ore 10.30 il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, presiederà la Solenne Messa Pontificale, mentre l’omelia sarà affidata a mons. Raffaele De Angelis, Eparca di Piana degli Albanesi. In serata, alle ore 21, il venerato busto-reliquiario di Santa Venera farà nuovamente il suo ingresso tra le vie della città sul tradizionale fercolo d’argento per il suggestivo “giro d’onore”, che culminerà in Piazza Duomo con il messaggio del vescovo alla città e la solenne benedizione.

Nel messaggio che accompagna quest’anno le celebrazioni, mons. Raspanti propone una profonda riflessione sul significato del martirio cristiano, indicando nella testimonianza di Santa Venera una risposta quanto mai attuale alle ferite del mondo contemporaneo.

«I martiri di Cristo – scrive il vescovo – sono una speranza disarmata. Non hanno combattuto il male con la forza delle armi, ma hanno scelto la mite potenza del Vangelo, testimoniando con la loro vita che l’amore è più forte dell’odio e che il perdono è più fecondo della vendetta».

Lo sguardo del presule si allarga quindi ai numerosi cristiani che ancora oggi, in diverse parti del mondo, continuano a subire persecuzioni e violenze a causa della loro fede. La loro testimonianza, afferma, ricorda alla Chiesa e all’intera società che il male non si sconfigge alimentando altra violenza, ma attraverso la fedeltà a Cristo, la carità e la speranza.

Richiamando l’iconografia della Patrona, raffigurata con la Croce tra le mani, mons. Raspanti sottolinea come proprio la Croce rappresenti il cuore della speranza cristiana. «Nella Croce non c’è la vittoria della morte, ma l’amore di Dio che entra nelle ferite dell’umanità per trasformarle in vita nuova». È questa la gloria dei martiri: lasciarsi conformare pienamente a Cristo fino al dono totale di sé.

Anche il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, rivolge un invito alla cittadinanza a vivere con gioia la festa patronale:

«Santa Venera è il simbolo più autentico dell’identità della nostra comunità. La sua festa è un patrimonio di fede, di storia e di tradizioni che appartiene a tutti gli acesi. Invito cittadini, famiglie e visitatori a partecipare con devozione e senso di comunità».

Un ruolo fondamentale nella cura e nella trasmissione della tradizione è svolto, infine, dalla Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera e dal Circolo Santa Venera, realtà impegnate nel custodire la devozione verso la Patrona e nel sostenere le iniziative che accompagnano i solenni festeggiamenti. Anche quest’anno il loro contributo arricchisce il programma celebrativo, unendo fede, storia e partecipazione cittadina nel segno di Santa Venera.

La solennità del 26 luglio rappresenterà così il culmine di un cammino di fede che rinnova il legame secolare tra Acireale e la sua Patrona, affidando alla sua intercessione le famiglie, i giovani, gli anziani, gli ammalati e l’intera comunità diocesana, perché continui a essere segno credibile del Vangelo in un tempo che attende testimoni di pace.

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11 Luglio 2026
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