Il vescovo Raspanti ai sacerdoti: «Chiediamo la forza e il coraggio di donarci»
ACIREALE / La Basilica Cattedrale, gremita di fedeli e di presbiteri nella mattinata di Giovedì Santo, 2 aprile, per la solenne Messa Crismale, è stato uno dei momenti centrali e più significativi dell’intero anno liturgico.

Il vescovo Antonino Raspanti ha presieduto la celebrazione, insieme ai sacerdoti della diocesi, che hanno rinnovato le promesse sacerdotali, segno di comunione e fedeltà al ministero ricevuto. È stato un momento di unità, in cui il presbiterio si è ritrovato attorno al proprio pastore, manifestando visibilmente la Chiesa come famiglia radunata. Hanno preso parte alla celebrazione anche il cardinale Paolo Romeo ed il vescovo Paolo Urso, figli della diocesi acesi.

Cuore della celebrazione è stata la benedizione degli oli santi: l’olio dei catecumeni, l’olio degli infermi e il sacro crisma, destinati ai sacramenti lungo tutto l’anno. Particolarmente significativo, anche quest’anno, il gesto di comunione tra Chiese: gli oli essenziali del crisma sono stati offerti dalla diocesi di Locri-Gerace, ricavati dai bergamotti coltivati nei terreni confiscati alla mafia, segno concreto di riscatto e legalità.

Nel corso dell’omelia, il vescovo ha invitato tutti a entrare con fede nel mistero pasquale, riconoscendo anche le paure e le incertezze del tempo presente, ma senza perdere la speranza:
«Ci prepariamo a vivere il mistero pasquale. Una Pasqua che, è vero, può anche farci un po’ paura per ciò che accade nel mondo oggi, ma che ci ricorda con forza che la salvezza è già donata e rimane per sempre. Cristo è vivo: cammina con noi, ci accompagna, non ci abbandona mai. Questa è la nostra unica certezza, la vera forza della nostra vita, ciò che dà senso a ogni cosa».

Un passaggio, poi, è stato rivolto ai sacerdoti, per i quali il Giovedì Santo rappresenta una grazia speciale:
«Per noi sacerdoti, il giovedì santo, è una grazia ancora più grande: condividiamo una vocazione preziosa, il dono della nostra vita, rinnovando ogni giorno quel “sì” al Signore. Siamo chiamati a non trattenere nulla per noi stessi, ma a donarci completamente, seguendo Gesù che ci invita a rinnegare noi stessi, prendere la nostra croce ogni giorno e a seguirlo».

Infine, il richiamo all’esempio degli Apostoli ha aperto lo sguardo a una testimonianza concreta e coraggiosa:
«Sull’esempio degli Apostoli, che hanno donato la vita fino in fondo, chiediamo al Signore di avere anche noi la forza e il coraggio di donarci, nel modo più autentico e sapiente possibile, secondo il suo disegno d’amore».

La celebrazione si è conclusa con il messaggio augurale che mons. Agostino Russo, vicario generale della diocesi, ha rivolto al vescovo Raspanti a nome della comunità acese.

