CARITAS DIOCESANA / Il direttore don Orazio Tornabene: “Convertire il cuore, rinnovare le comunità”

Quaresima 2026

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Dalla riflessione comunitaria ai gesti solidali: la Caritas invita a scelte condivise e responsabili



Un invito a vivere la Quaresima come tempo di conversione autentica, capace di incidere non solo sulle coscienze personali ma anche sullo stile delle relazioni e sulla vita delle comunità. È questo il cuore della proposta lanciata dalla Caritas diocesana, guidata dal direttore don Orazio Tornabene e dal vice don Dario Impellizzeri, in vista della Quaresima di carità 2026 per trasformare la fede in scelte condivise e solidali, capaci di lasciare un segno tangibile nella vita quotidiana.

Nel messaggio, indirizzato ai parroci e ai volontari parrocchiali, si richiama l’inizio del cammino quaresimale come occasione di rinnovamento spirituale e comunitario. Al centro, le parole di Papa Francesco, che sottolineano come la Quaresima metta in luce la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Non solo esercizi individuali, dunque, ma un percorso condiviso capace di trasformare la vita delle parrocchie, delle famiglie e dei gruppi ecclesiali.

La proposta pastorale si articola in tre direzioni principali.

  • Verifica comunitaria e ascolto della Parola

Le parrocchie sono invitate a promuovere momenti di verifica, ponendo la Parola di Dio al centro dei servizi caritativi.

L’obiettivo è interrogarsi concretamente: qual è il punto di partenza del nostro agire? In che modo ci lasciamo interpellare dalle nuove e vecchie povertà? Quali reti di collaborazione sostengono l’aiuto alle persone in difficoltà?

  • Dialogo e fraternità

Un secondo ambito riguarda la qualità del dialogo.

La conversione, si legge nel documento, passa anche attraverso relazioni più autentiche. Per questo si suggerisce di organizzare momenti di fraternità aperti a sensibilità diverse – credenti, persone lontane dalla fede o con posizioni differenti – su temi di grande attualità come giustizia e misericordia, lavoro e dignità, custodia del creato e conflitti familiari o sociali.

  • Digiuno solidale e gesti concreti

Infine, il digiuno non come semplice rinuncia, ma come segno di un pentimento reale e operoso.

La proposta è quella di un digiuno comunitario mensile, accompagnato da un gesto concreto: rinunciare a spese non necessarie per destinare le risorse a famiglie in difficoltà del territorio o a progetti sociali locali.

La Caritas diocesana rinnova la propria disponibilità a sostenere le parrocchie in questo percorso, auspicando che la Quaresima diventi davvero un tempo di speranza, giustizia e riconciliazione per tutta la comunità.

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26 Febbraio 2026
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