Articolo a cura dell’equipe diocesana dell’ufficio per l’ecumenismo
In occasione della XXXVII giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo ebraico- cattolico, che precede la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, la C.E.I. e l’UCEI hanno proposto come tema per la riflessione comune il passo biblico Gn12,3 “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”, a sessant’anni da Nostra Aetate.

Per far vivere questa giornata e favorire l’incontro interreligioso, la Diocesi di Acireale ha promosso un importante momento di confronto.
L’iniziativa è frutto di una sinergia tra i diversi Uffici della Diocesi: l’Ufficio per la Pastorale dell’Ecumenismo, del Dialogo Interreligioso e dei Nuovi Culti diretto da don Andrea Grasso e l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Scolastica e l’Insegnamento della Religione Cattolica diretto da Barbara Condorelli. L’incontro è stato animato dal gruppo MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) di Acireale, presieduto da Annamaria Cutuli.

La serata si è svolta, come lo scorso anno, presso la sala “la sera dei miracoli” adiacente la Chiesa dell’Arcangelo Raffaele in Acireale retta da don Orazio Barbarino.
Ha introdotto l’incontro Marinella Venera Sciuto, referente del MEIC Nazionale presso l’Ufficio UNEDI della CEI, che ha presentato gli ospiti della serata: Moshe Ben Simon, delegato della Sicilia orientale per la Comunità Ebraica di Napoli, don Carmelo Raspa, docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica di Palermo e lo Studio Teologico S. Paolo di Catania, Caterina Vecchio, docente di Religione Cattolica presso il Primo e Secondo Istituto Comprensivo di Acireale.
L’incontro si è aperto con la celebrazione della Parola proposta dal sussidio preparato dall’UNEDI incentrata sulla recita meditata dei Salmi 120, 105, autentico scrigno di preghiera in poesia, letti in lingua ebraica.
Successivamente l’intervento di don Carmelo Raspa si è soffermato sulla genesi della Dichiarazione Nostra Aetate e delle criticità derivate dalla collocazione del dialogo ebraico-cristiano all’interno di quello interreligioso.

L’importanza del dialogo ebraico-cristiano per l’autocomprensione della stessa Chiesa ha portato gli organizzatori a prevedere un momento di informazione sulla storia delle comunità ebraiche in Sicilia curata da Moshe Ben Simon, esperto di itinerari di guida nei siti archeologici che attestano la presenza ebraica in Sicilia risalenti al terzo se. d.C fino alla cacciata del 1493.
Tuttavia, l’assenza di comunità ebraiche nel nostro territorio non costituisce un limite alla costruzione di un dialogo ebraico-cristiano fondato sulla conoscenza della radice ebraica del Nuovo Testamento. Ciò costituisce la necessaria premessa della proposta alla comunità diocesana dell’iniziativa della somministrazione di un questionario di rilevazione della conoscenza della Religione e cultura Ebraica rivolto ai ragazzi della catechesi nella fascia di età dai 14 ai 18 anni presentato da Caterina Vecchio, i cui risultati saranno presentati nell’appuntamento fissato per il prossimo 22 aprile.

Si è aperto cosi quel “cantiere di dialogo” indispensabile per la costruzione di una convivenza pacifica fondata sulla conoscenza e il rispetto dell’altro che non escluda la potenzialità dinamica del conflitto.
I diversi interventi puntuali e vivaci da parte dei partecipanti hanno arricchito la serata aprendo prospettive di percorsi nuovi di speranza.
