Dopo i danni provocati dal maltempo lo scorso gennaio, Caritas, comunità religiose, parrocchie e privati hanno sostenuto le realtà più colpite. Il vescovo Raspanti: «La solidarietà è diventata parte del cammino di ripartenza»

ACIREALE – Non solo emergenza e danni, ma una grande rete di solidarietà che, nei mesi successivi al passaggio del ciclone Harry, ha accompagnato la costa jonica della Diocesi di Acireale nel difficile percorso verso il ritorno alla normalità. Aiuti economici e interventi concreti hanno raggiunto famiglie, imprese, chiese e strutture parrocchiali danneggiate dalla violenta ondata di maltempo.

A mobilitarsi sono state diverse realtà: Caritas, comunità religiose, parrocchie e singoli benefattori, che hanno scelto di destinare risorse e contributi alle persone e alle comunità maggiormente colpite. Una solidarietà diffusa, alimentata anche da donazioni personali, che ha permesso di intervenire su situazioni diverse e spesso caratterizzate da particolare fragilità.

Gli aiuti hanno riguardato innanzitutto famiglie che hanno subito danni o che si sono trovate in condizioni di difficoltà, ma anche imprese e attività locali che hanno dovuto affrontare le conseguenze dell’emergenza. Parallelamente, sono state sostenute opere di ripristino e messa in sicurezza di chiese, locali parrocchiali e altre strutture ecclesiali danneggiate.

Le risorse sono state indirizzate attraverso la rete della Diocesi e delle realtà presenti, non solo sul territorio locale, individuando le situazioni che necessitavano di un intervento e accompagnando, dove possibile, il percorso di ripresa.
«Di fronte ai danni provocati dal ciclone abbiamo visto una comunità capace di reagire attraverso la solidarietà – sottolinea il vescovo mons. Antonino Raspanti -. Caritas, comunità religiose, parrocchie e tanti privati hanno scelto di non rimanere indifferenti e di sostenere concretamente chi si è trovato in difficoltà».
«Non tutto è ancora tornato alla normalità – aggiunge don Dario Impellizzeri, direttore Caritas diocesana – e restano situazioni che richiedono ulteriori interventi. Ma quanto è stato fatto dimostra che la solidarietà può diventare uno strumento concreto, restituendo non soltanto strutture e spazi, ma anche speranza alla collettività».
Orazio Pappalardo, imprenditore: «Ringrazio tutti coloro che sono stati vicini a tutti noi aiutandoci a reagire e a ricominciare, avviando opere necessarie per ripartire dopo l’emergenza».

