《Per noi presbiteri il rinnovo delle promesse sacerdotali è stato un forte richiamo alla riscoperta gioiosa del dono ricevuto e alla responsabilità della missione affidataci》
A conclusione della messa crismale del giovedì santo il vicario generale della diocesi di Acireale, mons. Agostino Russo, ha rivolto un indirizzo di auguri al vescovo Raspanti e al clero acese in occasione della giornata sacerdotale.

Rev.mo Padre,
Eminenza,
Eccellenza/e,
Presbiteri e Diaconi,
Consacrati e Consacrate,
Cari Fedeli,
la Messa Crismale è un momento celebrativo solenne che segna la fine della Quaresima e introduce il Triduo Pasquale, centro di tutto l’anno liturgico.
Il Giovedì Santo è un giorno di gratitudine e di gioia per il grande dono che il Signore ci ha fatto con il suo sacrificio.
È il giorno dell’Eucaristia e dell’amore fraterno.
È anche la giornata sacerdotale.
Per noi, presbiteri, infatti, questa mattina, il rinnovo delle promesse sacerdotali è stato un forte richiamo alla riscoperta gioiosa del dono ricevuto e alla responsabilità della missione affidataci da adempiere con impegno, perseveranza e fedeltà, senza cadere nella rassegnazione e/o nello scoraggiamento.

In questa solenne celebrazione, abbiamo sperimentato il vero volto della Chiesa diocesana, ovvero un popolo radunato dalla Trinità SS.ma, nella varietà dei carismi e dei ministeri, convocato per rendere lode a Dio per i grandi doni che la Chiesa ha ricevuto, in modo particolare per il dono immenso del suo Figlio, Gesù, che si è incarnato per la nostra salvezza, rivelando in tal modo il grande amore per tutta l’umanità. In questo tempo così delicato, altamente drammatico, talora anche tragico, che noi stiamo vivendo, in questi giorni di apprensione per i conflitti che non cessano, continuando ad uccidere tanti nostri fratelli e tante nostre sorelle e a lasciare macerie dovunque, affiora con insistenza la riflessione e l’impegno per la pace.
Sì, è un impegno che riguarda tutti. Certo, la pace è difficile, ma non impossibile.
La pace è difficile, perché è esigente. La pace comincia quando smettiamo di dire non posso farci niente.
Noi possiamo pregare quanto vogliamo, e dobbiamo pregare, ma se la preghiera non ci cambia il cuore, allora diventa un rito vuoto, una bella cornice senza quadro. La pace nasce da un cuore nuovo, un cuore capace di coltivare la passione per la speranza e dare senso al presente e avere ragioni per andare avanti.
La Pasqua, evento grandioso che ha cambiato il volto della storia, compendia tutto il senso della nostra vita. Perciò, senza alcuna esitazione e con profondo impegno, lasciamoci trasformare dalla resurrezione di Cristo per essere veri e autentici costruttori di pace.
A Lei, Ecc.nza, a nome del presbiterio e della Comunità diocesana, desidero manifestare sincera e profonda gratitudine per il suo ministero pastorale infaticabile, vigoroso e illuminato. Il Signore, mediante la luce e la forza del suo Spirito, sostenga, ispiri e guidi il suo generoso servizio.
A Lei, Rev.mo Padre, e a tutti, auguro una santa Pasqua e un cuore rinnovato dalla luce del Cristo Risorto. Auguri!
Don Agostino Russo

