CARITA’ / Venerdì Santo: la Colletta per la Terra Santa, segno di speranza

3 aprile 2026

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Un invito alla generosità per non spegnere la presenza cristiana nei Luoghi Santi



In occasione del Venerdì Santo, 3 aprile 2026, la Chiesa rinnova l’invito alla tradizionale Colletta per la Terra Santa, segno concreto di comunione e vicinanza ai cristiani che vivono nei luoghi della vita di Gesù.

Nonostante i ripetuti tentativi di pace, la situazione resta drammatica: conflitti, povertà e insicurezza continuano a segnare profondamente la vita quotidiana delle popolazioni locali. Le comunità cristiane, sempre più provate, rischiano di abbandonare la loro terra, privando quei luoghi della presenza viva della fede.

I fondi raccolti vengono destinati per il 65% alla Custodia di Terra Santa e per il restante 35% al Dicastero per le Chiese Orientali, che li redistribuisce secondo le necessità delle diverse realtà ecclesiali, soprattutto nei Paesi più colpiti da guerre e difficoltà, come Siria, Libano, Iraq e Terra Santa.

Questa Colletta rappresenta un autentico gesto di carità e responsabilità ecclesiale: sostiene scuole, opere sociali, assistenza sanitaria e contribuisce alla custodia dei Luoghi Santi, grazie anche all’impegno costante della Custodia di Terra Santa.

Voluta dai Pontefici e rilanciata da Paolo VI con l’Esortazione apostolica Nobis in Animo, la Colletta costituisce una delle principali fonti di sostentamento per la vita ecclesiale in Medio Oriente. Essa permette non solo di preservare i Luoghi della memoria cristiana, ma anche di sostenere le “pietre vive”, cioè le comunità locali, attraverso opere pastorali, educative, sanitarie e sociali.

Particolare attenzione è rivolta alla formazione: scuole, seminari e istituzioni accademiche – tra cui la Bethlehem University – continuano a offrire istruzione e speranza a migliaia di giovani, nonostante le gravi difficoltà economiche aggravate dai conflitti e dalla crisi del turismo.

La Colletta sostiene inoltre famiglie in difficoltà, rifugiati, sacerdoti e religiosi, contribuendo a mantenere viva la presenza cristiana nei luoghi delle origini della fede.

L’invito è rivolto a tutte le comunità a sensibilizzare i fedeli e a partecipare con generosità: anche un piccolo contributo può diventare un segno concreto di speranza e di carità fraterna per chi vive nella sofferenza.



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