NUOVE PUBBLICAZIONI – I TACCUINI DEL MUSEO DIOCESANO

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La diocesi di Acireale offre due nuove e interessanti pubblicazioni della collana “I taccuini del museo diocesano di Acireale”: “Santa Tutelar Padrona. L’iconografia acese di Santa Venera” e “Linera, Cosentini, Maria Vergine. Storia di tre borgate dell’antico bosco di Aci”. Gli autori di questi volumi,  il dott. Fabio Francesco Grippaldi e  mons. Giovanni Mammino, sono tra i protagonisti della scena culturale acese. I testi illustrano e presentano con passione e precisione alcune testimonianze che attraversano il tempo, partendo dalle radici della storia locale. Con i loro contributi gli autori lasciano una traccia importante del corso degli eventi attraverso la fede, la maestria, la bellezza ed il passato, utile per capire il presente.

Locandina

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  • Santa Tutelar Padrona. L’iconografia acese di Santa Venera, autore dott. Fabio Francesco Grippaldi, storico dell’arte.

Lo scrittore propone un interessante ed unico itinerario di fede e di arte raffigurante Santa Venera, Vergine e Martire, Patrona della diocesi e della città di Acireale. Il libro è a disposizione di quanti hanno l’interesse di conoscere i “lineamenti” locali e della zona etnea che ha assunto la santa patrona, attraverso le opere realizzate nel corso di oltre tre secoli di devozione; queste, ancora oggi, adornano gli altari delle numerose chiese della Città e del territorio. Il volume è il frutto delle opere esposte nel museo diocesano, durante l’estate del 2019,  provenienti dalle chiese della diocesi acese e da alcune collezioni private.

  • Linera, Cosentini, Maria Vergine. Storia di tre borgate dell’antico bosco di Aci – autore mons.  Giovanni Mammino, vicario generale e direttore del museo diocesano.

L’autore descrive le borgate di Linera, Cosentini e Maria Vergine del Comune di Santa Venerina (Ct) con una bella storia che affonda le sue radici nelle vicende dell’antico bosco di Aci. Una storia qui narrata che parte dal XVI secolo e giunge alla seconda metà del secolo scorso. L’autore descrive la trasformazione di un territorio per opera di uomini e donne che a suo tempo decisero di abitarlo e che, a macchia di leopardo, si ritrovarono a gravitare attorno a diversi proprietari terrieri, i quali, in competizione tra loro o strategicamente alleati, delineavano nel bene e nel male le sorti di quella contrada. Da una vaga confederazione di masserie padronali al consolidarsi di tre identità paesane strettamente legate alla città di Acireale. E’ questa la dinamica sociale ed economica che si manifesta nella vicenda della fondazione delle chiese patronali in competizone tra loro per il servizio pastorale. Tale competizone, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, si trasformerà in fenomeni di campanilismo tra i tre borghi caparbiamente posti all’ombra dei campanili delle rispettive chiese, in un dinamico alternarsi di continuità e discontinuità e in un susseguirsi di elementi che accomunano o differenziano.

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