Mons. Raspanti: “Il perdono va sempre nel profondo del cuore dell’uomo”

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Correva l’anno 1216, quando  papa Onorio III, concesse a tutti i fedeli l’indulgenza plenaria meglio conosciuta come  il Perdono d’Assisi. Da allora, annualmente  si rinnova  dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto.

Questa indulgenza venne concessa su richiesta di san Francesco d’Assisi, il quale, secondo la tradizione , in una notte di luglio del 1216, mentre pregava nella chiesa della Porziuncola  ebbe una visione di Gesù e della Madonna  circondati da una schiera di angeli. Gli fu chiesto quale grazia desiderasse. Francesco rispose che fosse concesso il perdono completo di tutte le colpe a coloro che, confessati e pentiti, visitassero la chiesa. La richiesta, con l’intercessione della Madonna, fu esaudita a patto che egli si rivolgesse al papa, come vicario di Cristo in terra, per richiedere l’istituzione di tale indulgenza.

Il mattino seguente Francesco, insieme al confratello Masseo da Marignano, si recò a Perugia per incontrare Onorio III, eletto pontefice in quei giorni.

Inizialmente riservata esclusivamente alla chiesa della Porziuncola, nel corso del tempo l’indulgenza fu estesa prima a tutte le chiese francescane e, successivamente, a tutte le chiese parrocchiali, restandone comunque immutata la data e la denominazione.

Così, ieri, nel rispetto della tradizione, ad Acireale nella piazza antistante la parrocchia Santa Maria degli Angeli, guidata da padre Calogero Frisenda,  il vescovo della diocesi di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica lo stesso padre Frisenda, padre Salvatore Alberti, parroco della chiesa del Suffragio e padre Luciano Bella, sacerdote dell’Oratorio dei PP.Filippini in Acireale.

E, nella sua sentita omelia, S.E. Raspanti ha così dichiarato: “Il perdono va sempre nel profondo del cuore dell’uomo di ogni tempo, dal momento che c’è  nel cuore di ognuno la ferita che noi chiamiamo peccato originale che, se pur cancellato dal battesimo,  lascia forti strascichi e pensieri egoistici. L’unico modo che ci rigenera e ci fa superare, altrimenti saremmo votati alla morte, questo scacco è la capacità di riconciliazione e di perdono fraterno che consente che i rapporti umani non finiscano sempre nelle guerre che pur ci son,o piccole o grandi, ma la distruzione non ce l’ha vinta perché il perdono di Dio è stato dato e questo perdono non consente che gli inferi prevarranno sulla terra, che il diavolo vinca, che la disunione vinca e che la morte distrugga la creazione di Dio. Il perdono che il Signore ci ha dato in  Gesù Cristo, è già una garanzia che non vincerà il male e anche l’essere  perdonati mette noi, soprattutto noi cristiani, ma non solo, in grado e nel dovere di esercitare questa riconciliazione, affinché i rapporti umani non vadano nella strettoia della distruzione, ma si allarghino nella speranza di costruire  il bene.”

Nonostante il caldo torrido, la partecipazione dei fedeli è stata particolarmente sentita e numerosa, in un’atmosfera di fede e speranza.

Rita Caramma

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