La missione dei camilliani per raggiungere le periferie esistenziali

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La croce rossa cucita sul petto e il carisma di san Camillo nel cuore.

Con questo spirito i camilliani di Acireale, in collaborazione con altre sette  parrocchie  di Acireale, hanno festeggiato il 14 luglio scorso il santo di Bucchianico, protettore degli infermi e compatrono della città di Acireale.

Due settimane di preghiera, con celebrazioni eucaristiche presiedute da più religiosi della nostra Diocesi e non solo, sono stati accompagnati da momenti nuovi che hanno caratterizzato la festa di quest’anno che, ricorda anche  il 150° anniversario della nascita della Beata Domenica Brun Barbantini, fondatrice delle Suore Ministro camilliane.

Ogni anno ci poniamo la domanda di come dare un significato sempre vivificante alla festa di san Camillo – ha dichiarato fratel Carlo Mangione, responsabile del Centro accoglienza san Camillo e corresponsabile dei  postulanti della Casa di san Camillo – non solo un momento di celebrazione di sacramenti, ma anche un momento in cui si trasmette il carisma, la spiritualità di san Camillo. Quest’anno abbiamo inserito la Missione interparrocchiale che è stato un momento concreto di vicinanza ai prediletti di Gesù, ai prediletti di san Camillo. Abbiamo così, raggiunto gli ammalati nelle loro abitazioni. “

Ottima la risposta, non solo degli ammalati ma anche dei fedeli che hanno potuto assistere,  alla catechesi di evangelizzazione che ha avuto luogo ogni sera in Corso Umberto.

Sono stati momenti di grande annuncio – continua fratel Carloperché attraverso la gioia della testimonianza abbiamo visto la partecipazione delle persone che si fermavano ad ascoltare, a dialogare con viva emozione,  mentre parlavamo di Gesù e dei frutti dello Spirito. E’ stata un’esperienza forte e bella, che ci ha fatto capire come sia importante, come insegna papa Francesco, raggiungere le periferie esistenziali, i luoghi laddove la gente vive per portare l’annuncio del Signore che salva e che dà pace. Abbiamo condiviso questa gioia con i nostri  postulanti: sei giovani, di cui tre il prossimo anno andranno in noviziato. Durante la settimana vocazionale Camilliana, abbiamo avuto la presenza di alcuni ragazzi venuti da Messina, Roma e Napoli che hanno fatto l’esperienza della missione e hanno conosciuto il carisma camilliano e speriamo che il Sìgnore li possa chiamare a una vita di consacrazione.”
E, il prossimo anno, che sorpresa ci riserva la festa del Santo?

Non lo sappiamo ancora, sicuramente l’esperienza di quest’anno è stata molto significativa e diviene bagaglio prezioso, però, ci vogliamo farci guidare ancora una volta dallo Spirito Santo.

 

Rita Caramma

 

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