Mons. Arista è passato alla storia come il Vescovo dell'Oratorio e dell'Eucaristia. I tredici anni del suo episcopato furono protesi a realizzare in ogni parrocchia l'Oratorio festivo, come centro di attrazione per i ragazzi e cattedra di insegnamento religioso.
Mons. Arista proveniva dalla Congregazione degli Oratoriani e perciò ai suoi sacerdoti nelle assemblee diocesane: "Quanto è salutare l'istituzione dell'Oratorio".
"L'Oratorio festivo è come una seconda famiglia per i giovani... l'Oratorio viene non a sostituire, ma ad aiutare la famiglia. Il giovane abbandonato a sé cercherebbe i suoi compagni, non sempre fra i migliori coetanei, se ne andrebbe lungi dagli occhi dei genitori, lungi altresì dalla paterna vigilanza degli istitutori e, Dio sa quale scapito ne avrebbe la sua povera anima!...
L'Oratorio non può accogliere i giovani solo per gioco. Deve curare l'istruzione religiosa, ma non può disinteressarsi della formazione dell'intelligenza". Mons. Arista fu il Vescovo dell'Eucaristia; dinanzi al tabernacolo trascorreva buona parte del suo tempo e validamente incrementò e sostenne tutte le iniziative che mirano alla diffusione eucaristica.
Su 14 lettere pastorali, tré sono consacrate all'Eucaristia. Quella del 1912 volle preparare il Congresso eucaristico diocesano che si celebrò dal 15 al 22 giugno 1913. Il Vescovo volle dare alle giornate del Congresso un taglio catechistico, perciò esso fu un'occasione buona per presentare e divulgare il catechismo di Pio X pubblicato nel 1912.
Il suo motto programmatico "Omnia in charkate" fu da lui vissuto in maniera esemplare: amore a Gesù Eucaristia, nel silenzio e nella contemplazione, amore ai fratelli, specie per quelli in difficoltà e per i poveri.
E' in corso la causa di beatificazione di questo nostro Vescovo, e ogni anno una Giornata è dedicata a Mons. Arista: in essa viene riproposta ai fedeli la figura di questo santo Vescovo. |