Dotato di una vasta cultura classica e teologica, Mons. Bacile guidò il cammino del post-concilio nella nostra Chiesa particolare con grande zelo pastorale. Visite pastorali e incontri con le comunità e con i singoli fedeli si susseguivano e occupavano le sue giornate. Venendo in Diocesi aveva detto: "Aiutatemi ad amarvi, aiutatemi a servirvi, aiutatemi a precedervi".
In lui l'autorità si rivestì sempre di bontà e il suo ministero pastorale portò sempre i segni di una straordinaria umanità. Fu un Vescovo di dialogo. Amava tanto il "colloquio" e apprezzava molto l'apporto degli altri nello scambio culturale.
Il suo primo obiettivo di Vescovo fil un incremento della "partecipazione di tutti alla vita ecclesiale". Diceva: "La diocesi poggia sulle spalle di tutti e tutti, in solido, siamo responsabili della sua sorte". Per far crescere il senso di appartenenza ecclesiale e la concreta partecipazione lavorò alla formazione dello Statuto del Consiglio Pastorale diocesano e alla creazione del Consiglio
Presbiterale e Pastorale, quali strutture atte a creare la partecipazione, a favorire la comunione, a inculcare la corresponsabilità.
Il secondo obiettivo dell'episcopato di Mons. Bacile fu l'evangelizzazione e il rinnovamento della catechesi, in sintonia col Piano nazionale della CEI. I Convegni pastorali diocesani del 1967, 1968, 1970, 1976 vertirono su questo impegno. E perché la teoria diventasse anche pratica pastorale, Mons. Bacile valorizzò l'Ufficio Catechistico per promuovere il rinnovamento della catechesi e la formazione dei catechisti.
I risultati sono stati consolanti. Il numero dei catechisti si è moltiplicato e la loro formazione è migliorata sensibilmente.
Mons. Bacile lasciò la Diocesi di Acireale il 30 Novembre 1979 per motivi di salute.
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