Stemma

Humilitas ac dulcedo

 

Descrizione

Lo stemma presenta uno scudo troncato – semipartito.

Nel primo si allude alla tensione ideale del vescovo che vede l’intera realtà creaturale sussistere nella Trinità divina, rappresentata dai tre anelli d’oro, male ordinati e intrecciati. Questi sono accompagnati nel cantone destro da una stella anch’essa d’oro, che raffigura Maria, vergine prima, durante e dopo il parto, figura e modello della Chiesa e dell’umanità intera, già redenta e trasfigurata.

Nel secondo si riflette la provenienza e l’esperienza ecclesiale passata del vescovo, in gran parte effettuata nella Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” in Palermo, raffigurata tradizionalmente nell’aquila che tiene il libro con gli artigli, e qui presente nell’aquila dal volo abbassato, posata sul libro chiuso posto in fascia, anch’essi d’oro. Per altro, l’aquila ricorda anche lo stemma della città di Alcamo, da cui il vescovo proviene.

Nel terzo si apre alla nuova missione del vescovo nella Città e nella Diocesi di Acireale, raffigurati nel cielo in cui si innalzano tre scogli emergenti in sbarra dal mare calmo e di altezza degradante da destra, similmente a quanto si vede nello stemma della Città capodiocesi. Questo è raffigurato al naturale ed accompagnato in capo da tre api d’oro ordinate in fascia, preziose per la loro laboriosità e il dolcissimo frutto del loro lavoro.

Lo scudo è accompagnato in punta da una lista svolazzante al naturale, foderata di rosso, caricata dal motto HUMILITAS AC DULCEDO in lettere latine maiuscole, che ricordano l’infaticabile servizio episcopale di Francesco di Sales, da lui stesso così riassunto pochi giorni prima della sua dipartita, dacché egli si studiò di tenersi in umiltà davanti a Dio e di usare dolcezza verso il popolo a lui affidato. Lo scudo, accollato ad una croce astile “tribolata”d’oro, è timbrato da un cappello prelatizio (galero) di colore verde, dal quale pendono 12 (dodici) fiocchi, (6 [sei] per lato), dello stesso colore, disposti 1,2,3, ornamenti che indicano la dignità episcopale.

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fonte: curia diocesana