“KABUL ADESSO”: RIFLESSIONE DI DON CARMELO RASPA

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Don Carmelo Raspa

Kabul: adesso. A Ferragosto. Quando alcuni finiscono, altri iniziano le vacanze. Quando alcuni non sanno neppure cosa significhi fare vacanza.

Kabul, adesso: con una retorica che divide e fa distogliere lo sguardo dai fallimenti di una politica prona alla finanza.

Kabul adesso: servi che si ribellano al padrone, affari finiti male, instabilità creata per scontrarsi su altro terreno?

Kabul adesso: cade il velo sulle guerre quotidiane che sanno instaurare per coprire i motivi reali di una guerra che si combatte con altre armi in patria, su altri fronti in parte, che respinge o accoglie le vite a seconda se possano rappresentare o meno fonte di futura, immediata ricchezza.

Kabul adesso: fine di ogni illusione di democrazia, rivelazione della dittatura della finanza che sa solo colonizzare ed esportare bisogni che crea dove non esistono.

Kabul adesso: nessuno dei grandi ha cura degli uomini, delle donne, di quella terra immersa in quella regione che fu la culla dell’umanità e della civiltà.

Kabul adesso: a nulla valgono le mie parole se non sono seguite dall’azione. Cosa posso fare?

Kabul: riscatto umano, per un momento, per dire che non voglio più essere rappresentato da chi è schiavo del denaro e del potere e crea le guerre.

Kabul, adesso: se non alzo la voce e dico, non sono cristiano, non seguo il Vangelo.

Kabul, adesso: il mio lavoro domani sarà tutto contro chi ha prodotto e produce guerre, fazioni, divisioni, ricchezze inique. Sì, lavorerò in pace, in silenzio: urlerà il lavoro stesso compiuto con solerzia, con intelligenza, con amore, guardando all’altro, prendendomi cura dell’altro.

Kabul, adesso, stanotte: l’ Assunta mi invita ad alzarmi, a vegliare, ad essere anima e corpo nel cuore della storia con amore. Con l’ Amore. “Sono nata per condividere l’ amore, non l’odio”; “Amatevi gli uni gli altri”; “Amate i vostri nemici”; “… chi dà la vita”.

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