Il vescovo Raspanti: “Incontriamoci per far crescere la città”

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il direttore,
don Arturo Grasso

A motivo delle misure adottate per contenere l’emergenza pandemiologica, la festa patronale di Santa Venera ha subito delle modifiche, ma non per questo la città di Acireale con un articolato programma ha voluto onorare la Vergine e Martire Venera.

Il virus – ha esordito nell’omelia il vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti ha messo in difficoltà tutti noi, ha attentato alla salute del corpo e per questo lo abbiamo vissuto come male, che non viene dalla volontà dell’uomo ma ne intacca la sua libertà”.

La pandemia ha messo in evidenza come l’uomo non sia fatto per la solitudine e le restrizioni ma per la socialità: “Il covid-19 ha evidenziato – ha continuato il vescovo – la parte positiva di ognuno di noi. Ci sono stati uomini che hanno anteposto alla propria salute l’altro, portando a compimento il proprio dovere nella società. Spezziamo, rompiamo la nostra vita come ha fatto Venera, per distaccarci dal male e far posto alla vera vita”.

Il pastore acese, sottolineando la figura di Venera, ha rivolto parole di speranza: “Riscopriamo una comunicazione tra noi più corretta, leale e trasparente. Mostriamo le azioni e non le chiacchiere. La fede diventi azione per sconfiggere la paura del futuro”.

Conclude con un invito all’amministrazione acese e a coloro che partecipano attivamente alla vita della comunità: “Organizziamo una convention, riuniamoci e dialoghiamo, anche con toni forti, su quale Futuro per la nostra Città. Siamo cittadini responsabili e guardiamo con fiducia ai valori dell’onestà e di integrità morale, basati sulla correttezza e generosità”.

Abbiamo quindi il dovere di trasmettere il coraggio alle generazioni future, mettendo in atto il “principio di generatività”, cioè “prendere sulle spalle il bambino, in questo caso la nostra città, per accompagnarlo e farlo crescere”. 

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