Il vescovo Raspanti: “Nella Pentecoste lo Spirito Santo è strumento di unione tra il genere umano”

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Don Arturo Grasso,
il direttore

Il vescovo Antonino Raspanti

La Basilica Cattedrale di Acireale, nel rispetto delle norme vigenti anti-covid19, ha ospitato la Veglia di Pentecoste, presieduta dal vescovo mons. Antonino Raspanti, alla presenza dei Vicari, dei membri del Consiglio Pastorale Diocesano e della Consulta delle Aggregazioni Laicali. La celebrazione, in diretta streaming su Prima TV e sulla pagina facebook della diocesi, ha messo in evidenza la centralità dello Spirito del Signore Risorto nella vita della Chiesa.

Lo Spirito Santo, dono di Dio – ha affermato Raspanti nell’omelia – anima le nostre comunità che si mettono in ascolto e lasciano agire lo Spirito per la missione di annuncio”.  In questi giorni in cui siamo stati costretti a rimanere nelle nostre case “sentiamo la necessità di raccoglierci per vivere un rapporto rinnovato con Cristo”. Il virus ha cambiato il modo di relazionarci infatti “ci sono avvenimenti nella storia che ci segnano, Dio però ha sempe voluto usare misericordia al suo popolo”. Una giusta preoccupazione è accompagnata dalla speranza perchè il tempo che stiamo vivendo è “tempo favorevole, propizio, opportuno e di grazia, non solo perchè diverso ma anche perchè incide nella nostra esistenza, dove Dio agisce nell’unità del genere umano e dei carismi, valori preziosi per la vita ecclesiale, sociale e civile”.

Chiamati quindi a crescere nell’unità, che non è omologazione, ma ricchezza della diversità, lo Spirito Santo va invocato perchè nella Chiesa “i carismi possano svilupparsi al massimo, cosicchè la realizzazione di noi stessi e dei nostri traguardi, non si raggiungano da soli ma insieme con gli altri. La mia vita deve essere intrecciata con quella dell’altro, solo così emergo”. Tutto questo lo insegna a noi la SS. Trinità: “Il Padre è sempre più Padre perchè genera il Figlio. Muore per questo Figlio, gli dà spazio e vuole che sia innalzato. E più il Figlio è glorificato, più il Padre è Padre. Lo stesso si può dire per il Figlio e per lo Spirito Santo in quanto sono uniti. E’ impensabile  – conclude il vescovo – che ognuno sia per sè”.

L’Esserci insieme nella vita quotidiana aiuta a vincere la paura verso il futuro, l’individualismo e l’egoismo. La comunità cristiana, in quanto abitata dallo Spirito Santo, diviene sempre più annunciatrice e testimone dell’unità del genere umano, specchio dell’unità della Trinità.

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