Diaconato Permanente a Salvatore Troianini

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La diocesi di Acireale annuncia con grande gioia che l’accolito Salvatore Troianini, della comunità parrocchiale “Sant’Alfio, Cirino e Filadelfo” in Sant’Alfio sarà ordinato DIACONO PERMANENTE per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo mons. Antonino Raspanti, Sabato 18 gennaio 2020 alle ore 18.30 nella Basilica Cattedrale di Acireale.


Il servizio dei diaconi nella Chiesa è documentato fin dai tempi apostolici. Una consolidata tradizione, attestata già nella Sacra Scrittura ⌊Atti degli Apostoli (6, 1-6), Lettera ai Filippesi (cf Fil 1, 1) e nella Prima Lettera a Timoteo⌋,  nella letteratura patristica, in diversi Concili e nella prassi ecclesiastica testimoniano il significato del ministero del diacono.

Per Sant’Ignazio di Antiochia una Chiesa particolare senza vescovo, presbitero e diacono sembra impensabile. Egli sottolinea come il ministero del diacono non è altro che « il ministero di Gesù Cristo, il quale prima dei secoli era presso il Padre ed è apparso alla fine dei tempi ». « Non sono, infatti, diaconi per cibi o bevande, ma ministri della Chiesa di Dio ». La Didascalia Apostolorum(17) e i Padri dei secoli successivi, come pure i diversi Concili(18) e la prassi ecclesiastica(19) testimoniano della continuità e dello sviluppo di tale dato rivelato.

Fu Paolo VI infine a stabilire le regole generali per la restaurazione del diaconato permanente nella Chiesa latina, approvò il nuovo rito per il conferimento dei sacri ordini dell’episcopato, del presbiterato e del diaconato, definendo altresì la materia e la forma delle medesime ordinazioni, e precisò le condizioni per l’ammissione e l’ordinazione dei candidati al diaconato. Il diacono non è sacerdote, il suo ministero è servire.

Il diaconato permanente « È stato uno dei frutti del Concilio Ecumenico Vaticano II quello di voler restituire il diaconato come proprio e permanente grado della gerarchia » e costituisce un importante arricchimento per la missione della Chiesa. Dall’identità teologica del diacono, scaturiscono con chiarezza i lineamenti della sua specifica spiritualità, che si presenta essenzialmente come spiritualità del servizio. Infatti il diacono con l’ordinazione, è costituito nella Chiesa icona vivente di Cristo servo. Il Leitmotiv della sua vita spirituale sarà dunque il servizio; dovrà farsi servitore generoso e fedele di Dio e degli uomini, specie dei più poveri e sofferenti.

Ovviamente tale spiritualità dovrà integrarsi armonicamente di volta in volta con la spiritualità legata allo stato di vita. Per cui, la medesima spiritualità diaconale acquisirà connotazioni diverse a seconda che sia vissuta da uno sposato, da un vedovo, da un celibe, da un religioso, da un consacrato nel mondo. L’itinerario formativo ha tenuto conto di queste modulazioni diverse e ha offerto, a seconda dei tipi di candidati, percorsi spirituali differenziati.

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