Diritti Umani: la Diocesi di Acireale al Parlamento Europeo

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Premio Sacharov 2019

Articolo di Rossella Greco

Il 17, 18 e 19 dicembre scorsi don Arturo Grasso e don Orazio Tornabene, rispettivamente direttori diocesani per l’ufficio delle Comunicazioni Sociali e per la Caritas, hanno partecipato al Seminario Giovanile Europeo, facendo parte della delegazione tutta siciliana che rappresentava l’Italia.

Il gruppo guidato dalla dottoressa Marta Ferrantelli, responsabile del centro EUROPE DIRECT TRAPANI, ufficio di rete territoriale della Commissione Europea, era completato da studenti e docenti dell’università di Trapani e Agrigento, avvocati, economisti e altre personalità sensibili a tematiche collegate alla difesa dei diritti umani, all’ambiente, alla migrazione, al mercato digitale e alla mobilità dei giovani.

L’occasione è stata la consegna del premio Sacharov 2019, prestigioso riconoscimento assegnato per la prima volta nel 1988 a Nelson Mandela e Anatoli Marchenko, che rappresenta il più alto tributo istituito dalla Comunità Europea per i Diritti Umani e le Libertà di Pensiero. Quest’anno assegnato a Ilham Tohti, attivista ed economista cinese, tutt’ora detenuto a causa delle critiche rivolte al suo governo per la difesa degli uiguri, etnia alla quale appartiene. A ritirare il premio, c’era la figlia Jewher Ilham.

La partecipazione al Congresso Europeo ha dato la possibilità ai due sacerdoti acesi di prendere parte alla discussione sulla situazione delle minoranze etniche e religiose, con i membri del Parlamento Europeo presieduto da David Sassoli e di  approfondire la Carta dei Diritti Fondamentali, documento che racchiude una serie di normative, 54 in tutto, suddivisa a loro volta in sette capi (dignità, uguaglianza, libertà, solidarietà, cittadinanza, giustizia e disposizioni generali), per riaffermare il pieno rispetto dei poteri e delle funzioni dei vari paesi facenti parte dell’Unione Europea e ribadire il diritto di cui godono gli uomini sulla libertà di pensiero, parola e orientamento religioso.

Soddisfatti dell’esperienza i due presbiteri dichiarano – di essersi sentiti un po’ più cittadini europei e più vicini alle istituzioni – aggiungendo inoltre – di impegnarsi a divulgare quanto appreso, schierandosi sempre dalla parte dei più bisognosi, e in sintonia con gli incarichi che svolgono al servizio della diocesi di appartenenza,di dare voce ai più deboli, e far crescere nelle comunità il senso cristiano di solidarietà.

Si è parlato di tutela dei diritti umani a 360 gradi- precisa la dottoressa Ferrantelli, – non solo di immigrazione come si è soliti pensare quando si parla di diritti – Il rispetto degli uomini passa anche attraverso la sostenibilità, l’occupazione, l’ambiente e la politica stessa– continua –  auspicandosi che il gruppo di ritorno dalla cittadina tedesca possa fungere da moltiplicatore attivo delle politiche europee sul territorio siciliano, per lo sviluppo dello stesso.

Obiettivo però che nel Sud del nostro paese risulta frenato dalla mancanza di formazione e quindi di figure professionali qualificate, come esperti in diritto europeo e progettisti che siano in grado di captare i contributi diretti e indiretti, elargiti dalla comunità europea (molto spesso inutilizzati), per un piano di sviluppo del nostro territorio che crei occupazione.

Strasburgo è stata anche l’occasione per proiettare delle splendide immagini sul patrimonio artistico culturale siciliano. Tra queste la splendida piazza del Duomo di Acireale con la sua imponente Basilica Cattedrale in stile Barocco.

La presenza di don Orazio e don Arturo al Parlamento Europeo dimostra come la religione possa fungere da elemento collante tra varie realtà e come essa rappresenti motivo di crescita, arricchimento, dialogo e cooperazione dal punto di vista economico sociale culturale, princìpi fondanti l’Unione Europea.

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