Mons. A.Raspanti “Ecumenismo: dialogo di amicizia per il consolidarsi di intese”

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In occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani  l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, diretto da don Gabriela Patanè, ha vissuto  due momenti salienti: il primo venerdì 18 gennaio 2019 nella chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù con l’adorazione eucaristica e il secondo lunedì 21 gennaio con la veglia guidata dal vescovo della diocesi di Acireale e vice presidente della CEI, monsignor Antonino Raspanti che così si è espresso:

La ripresa dell’ecumenismo, rilanciato dal Concilio Vaticano II, mi sembra, che seppur lentamente  stia riprendendo forza e non solo dal punto di vista dottrinale.  Poiché sono interessate anche le singole realtà territoriali, si sta sviluppando, come lo chiamò Paolo VI, il dialogo della vita, cioè, l’amicizia. Questo accade anche in considerazione anche del fatto che  si affrontano le stesse sfide: per esempio, la scarsa frequentazione delle chiese da parte  dei giovani è una problematica che appartiene ai protestanti ,come ai cattolici e agli ortodossi. Come pure la povertà, gli interventi sociali, i rapporti con l’Islam, vivendo negli stessi territori siamo sfidati dalle medesime problematiche. E, quindi, l’amicizia, la vicinanza, la conoscenza con il pastore,  col parroco lentamente dà frutti d’intesa. Ci si guarda con affetto, con stima e questo disinnesca diffidenze, distanze, che a volte creano antipatie, contrapposizioni che alla fine possono generare violenza. Questi processi di fraternità sul campo, un po’ in tutto il mondo, stanno aiutando davvero l’intesa, il dialogo, l’ascolto reciproco. Se questo porterà a una vera comunione tra alcune chiese, ancora non si sa, però ci si accorge che il confronto è anche ad alti livelli. Ricordiamo gli incontri tra  il Santo Padre con l’ arcivescovo di Instabul, con il patriarca di Mosca e anche con alcuni rappresentanti della chiesa  protestante in occasione del V  centenario della riforma  luterana: ecco, anche in quel caso  si sono  confrontati per mettere insieme le loro idee. Un altro esempio, è quello inerente l’immigrazione: a tal proposito ricordiamo che con i valdesi spesso abbiamo avuto posizioni comuni,  vedi i  corridoi umanitari. Questo pone delle buone prospettive per il raffozzarsi di  intese e vicinanze.”

Rita Caramma,

Addetto stampa diocesi di Acireale

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