Il Vescovo Raspanti: “Sensibilizzare maggiormente la cultura della non violenza nei confronti della donna”

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Il vescovo mons. Raspanti e Rita Caramma, addetto stampa diocesi

Era il 17 dicembre 1999, quando l’Assemblea delle Nazioni Unite con risoluzione 54/194 scelse la data del 25 novembre per celebrare la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”.

La data non fu scelta a caso, ma è da ricondurre al brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal che proprio la mattina del 25 novembre del 1960, nella Repubblica Domenicana,  a bordo della loro auto mentre stavano andando a trovare i mariti rinchiusi in carcere perché considerati oppositori del regime del dittatore Rafael Leònida, furono bloccate da agenti del Servizio di informazione militare. Furono condotte in un luogo segreto, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate. I loro corpi furono gettati in un burrone insieme alla loro auto per simulare un incidente.

Così, dal 2005 , anche l’Italia con varie manifestazioni ha aderito alla celebrazione che di anno in anno diventa un appuntamento sempre più sentito per ricordare le donne vittime di violenza.

E, “Una coperta per Palmina” è il progetto promosso dalla Fidapa di Palma di Montechiaro che, in ricordo della piccola Palmina, abbandonata tra i rifiuti proprio a Palma di Montechiaro e  lì sepolta,  intende realizzare una coperta formata da tante piccole parte lavorate a maglia oppure all’uncinetto, unite fra di loro da un filo rosso, simbolo dell’unione tra donne per una coperta multicolore.

Ricco il programma approntato che prevede anche la partecipazione del vescovo della diocesi di Acireale e vice presidente della CEI,  S. E. monsignor Antonino Raspanti che così dichiara:

“L’Amministrazione comunale e la presidenza del Consiglio Comunale  mi ha invitato  a partecipare a questa iniziativa  e io ho accolto volentieri il loro invito  perché da anni in Città le istituzioni, ma  anche alcune nostre associazioni e movimenti, si sono interessati all’argomento. Ad esempio, la comunità “La Tenda di Cristo” di san Giovanni Bosco da 25 anni lavora quasi esclusivamente in questo campo, accogliendo giovani donne che hanno subito violenza, o che hanno messo  al mondo dei figli da sole. Quindi, mi è sembrato coerente essere presente per dare il nostro appoggio, affinché la cultura della non violenza e del rispetto aumenti nei confronti  della donna, ma anche  e delle persone più deboli, come i minori, gli anziani e i  disabili. Per cui, vi è  la netta volontà di partecipare per una maggiore sensibilizzazione,  perché non è vero che il progresso porta alla sparizione di alcuni comportamenti, anzi. Consideriamo, per esempio, il bullismo nelle scuole che si esercita sia sui bambini che sulle bambine: non solo è un fenomeno  presente, ma anche  in  aumento, il che significa che dipende da quanta aggressività si sviluppa all’interno del tessuto sociale  di un paese. E  il livello  di aggressività aumenta con l’aumentare degli attriti. I casi di violenza aumentano se le speranze e le attese di giovani e meno giovani, sono frustate, e, perciò, esplodono nella violenza reciproca. Quindi, si tratta di capire come  è meglio utilizzare l’energia che si sprigiona dentro di noi, in maniera positiva e costruttiva più che in maniera distruttiva, violenta e mortale. “

Tante piccole coperte, tanti piccoli fili che si intrecciano, tanti colori che si accostano per una speranza comune che la violenza, in generale, non prevalga sulla luce della vita.

Rita Caramma

                                                                                                           Addetto stampa Diocesi di Acireale

Le foto sono state realizzate da Rosaria Patanè 

 

 

 

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