Un tesoro in vasi di Creta. Recensione di Rita Caramma

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La Sicilia
21 settembre 2018
di Rita Caramma

Sessantadue pagine, ricche, intense, importanti. Sessantadue pagine raccolte in un piccolo testo dedicato all’amata madre scomparsa “fedele custode del mio sacerdozio”, ma anche “ai confratelli sacerdoti della Diocesi di Acireale vivi e defunti che con il loro esempio e la loro vita mi hanno testimoniato la bellezza della santo sacerdozio”.

Così scrive don Roberto Strano, parroco della basilica Cattedrale, nella sua nuova pubblicazione “Un tesoro in vasi di creta” (La Rocca  ed.).

Specializzato in Liturgia nell’Istituto Sant’Anselmo di Roma, ha coltivato la passione per l’ermeneutica liturgica che, come scrive nella prefazione monsignor Antonino Raspanti, vescovo della diocesi di Acireale  e vice presidente della Cei,  “(…) L’ha indotto nel tempo a considerare la lex orandi quale prima scuola di spiritualità, traendo dalle eucologie nutrimento per la meditazione e la riflessione. Il risultato offerto adesso  al pubblico è il frutto di questa passione, che ha mosso don Roberto a tornare regolarmente a questi testi, scolpiti nei secoli. (…)”.

Un libro aperto a tutti, dove l’autore pone l’accento, tra l’altro, su come “l’ascolto dei gemiti che salgono dalla storia, l’attenzione all’uomo, la cura attenta della comunità e tutte le esigenze che ogni giorno si scoprono, lette e maturate alla luce del Vangelo aiuteranno il pastore a precedere e alimenteranno il gregge a camminare sulla via del Vangelo”.

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