Diocesi Vescovo Curia Organismi Diocesani Annuario
 
 
     
  03/10/2010
Palermo
Visita del S. Padre alla terra di Sicilia. Per altre notizie vedi in «Altri documenti».




09/02/2010
Aci S. Antonio - O.A.S.I. - Maria SS. Assunta - Casa del Clero
Giornata di Ristiro per i Sacerdoti della Diocesi.




11/01/2010
Curia Diocesana
Sono a disposizione le tessere F.A.C.I. Gli interessati sono pregati di ritirarle. Grazie.




 
     
     
  CURIA DIOCESANA

Largo Giovanni XXIII, 3
95024 - Acireale
Ricevimento: Lun - Mer - Ven
ore 9.30 - 12.30

Tel. 095.601102
Fax 095.7631000
E-Mail: INFO | SEGRETERIA
 
     
     
   
     
  Cenni Storici  
  La Diocesi di Acireale trae origine da un singolare contesto di cultura e di religiosità.
Nella prima metà dell'Ottocento, Acireale veniva considerata, per la sua vivacità socio-economica, la quarta città della Sicilia. Stupivano, in particolare, l'elevato numero di liberi professionisti, di sacerdoti, di istituzioni civili e religiose, di collegi, di accademie, di scuole e, soprattutto, di chiese monumentali, segno eloquente di un clima religioso particolarmente intraprendente.
Gli acesi pensavano in grande. I mezzi economici glielo consentivano. Dopo i moti del 1837, essi avevano chiesto al re, Ferdinando II, un tribunale, un porto e una Università degli Studi. Avevano titolo per averli, ma a tutto rinunciarono, pur di vedere realizzato il sogno dei padri; l'istituzione della diocesi. Il 27 giugno 1844, Gregorio XVI firmava la bolla «Quodcumque ad catholicae religionis incrementum», con la quale istituiva il vescovado di Acireale, assegnandogli territori già facenti parte delle diocesi di Catania e di Messina. Si avverava un sogno...
  Approfondimenti...  
  Territorio  
  Posta al centro della costa jonico-etneo, la Diocesi di Acireale trae origine da un singolare contesto di cultura e di religiosità.
Nella prima metà dell'Ottocento, Acireale veniva considerata, per la sua vivacità socio-economica, la quarta città della Sicilia. Stupivano, in particolare, l'elevato numero di liberi professionisti, di sacerdoti, di istituzioni civili e religiose, di collegi, di accademie, di scuole e, soprattutto, di chiese monumentali, segno eloquente di un clima religioso particolarmente intraprendente.
Gli acesi pensavano in grande. I mezzi economici glielo consentivano. Dopo i moti del 1837, essi avevano chiesto al re, Ferdinando II, un tribunale, un porto e una Università degli Studi. Avevano titolo per averli, ma a tutto rinunciarono, pur di vedere realizzato il sogno dei padri; l'istituzione della diocesi. Il 27 giugno 1844, Gregorio XVI firmava la bolla «Quodcumque ad catholicae religionis incrementum», con la quale istituiva il vescovado di Acireale, assegnandogli territori già facenti parte delle diocesi di Catania e di Messina. Si avverava un sogno...
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